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Pontecagnano: Cenni storici

 

La città di Pontecagnano occupa il territorio che si estende tra i Monti Picentini ed il mare, tra il fiume Picentino ed il torrente Asa, dal popoloso centro gli agglomerati diventano più radi verso la periferia fino a ricompattarsi laddove sorgono le frazioni di Campo Sportivo, S. Antonio, Picciola, Trivio Granata, Corvinia. L’assetto urbanistico del centro principale e delle frazioni presenta caratteristiche relativamente moderne  e non esistono a Pontecagnano  resti archeologici in superficie; tuttavia, sotto gli strati di asfalto e cemento sono state rinvenute antiche testimonianze di frequentazioni e di insediamenti che risalgono al secondo millennio a.C. Si hanno notizie di ritrovamenti archeologici già dai primi decenni del secolo scorso, ma l’esplorazione sistematica dell’Agro Picentino ha avuto inizio solo nei primi anni sessanta, quando, con la crescita edilizia durante gli scavi per le fondamenta dei nuovi edifici, sono emerse vaste aree adibite a necropoli. La piana del Picentino vede il transito delle armate barbariche e le incursioni dei Saraceni e, mentre gli abitanti si allontanano sempre più dalla costa per trovare rifugio nell’entroterra collinare, lungo la fascia costiera vengono edificate le famose Torrette poste in punti strategici per l’avvistamento delle navi nemiche. La pianura, non più coltivata, diventa palude e viene invasa dalla malaria;  nella parte alta, invece, si sviluppano ampie zone agricole con uliveti e vigneti.

Questo stato di cose dura fino al secolo scorso: abbiamo notizie certe che il territorio del nostro comune ancora nel 1820 fa parte dell’area di Montecorvino Pugliano e conta solo 306 abitanti, mentre poche abitazioni affiancano la strada che attraversa la pianura; gli unici punti di riferimento sono una caserma della Gendarmeria ed una stazione di sosta nei pressi del ponte sul Picentino, per questo la zona viene indicata col nome di Cagnano (da cui probabilmente il nome).

       Nella seconda metà dell’800 si costituiscono dei latifondi e gli abitanti dalle colline scendono verso la piana che lentamente viene bonificata e ritorna, quindi, ad essere coltivata. Risalgono a questo  periodale costruzioni più antiche, case e fattorie, e la chiesa dell’Immacolata che poi diventerà la parrocchia del nuovo centro. Con la bonifica e lo sviluppo agricolo aumenta la popolazione e nel giro di pochi anni si sviluppano nuovi centri abitati in pianura. Gli abitanti, che ormai sono arrivati ad essere oltre 2500, cominciano a rivendicare una propria autonomia soprattutto per non essere costretti a recarsi a Montecorvino Pugliano per il disbrigo delle più semplici pratiche burocratiche. Il 18 giugno 1911 un decreto legge sancisce la nascita di Pontecagnano-Faiano e le elezioni che di lì a poco si tengono vedono eletto sindaco Amedeo Moscati.

Oggi la cittadina conta più di 25.000 abitanti, accanto alle vecchie costruzioni che fiancheggiano la nazionale sorgono moderne palazzine e zone residenziali con parchi e villini. Negli ultimi decenni si è sviluppata, unitamente all’agricoltura, l’industria alimentare e conserviera, inoltre segherie, officine e tante altre piccole e medie aziende, offrono lavoro agli abitanti del comune e dei paesi limitrofi.

 

 

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